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Don Francesco Fiorino. Terza lettera alle sorelle e fratelli marsalesi. Ascoltiamo gli appelli forti che san Giovanni Battista, nostro compatrono, anche oggi ci rivolge

(Giovedì 22 Giugno 2017)
Marsala - Sorelle e fratelli marsalesi, cari concittadini, dal mese di novembre del 2015 sono “rientrato” (sono nato infatti nella via Armando Diaz) a pieno titolo ad essere cittadino attivo della nostra Marsala. Dopo quasi 26 anni di ministero sacerdotale e di vari impegni socio-caritativi vissuti soprattutto in altre cittadine e
non solo, ho notato nella nostra bella ed accogliente città vari cambiamenti socio-culturali e religiosi. Dopo un anno (novembre 2015 – 1 gennaio 2017) come cappellano al Presidio ospedaliero “Paolo Borsellino”, dal mese di febbraio di quest’anno sono rettore della chiesa di san Giovanni al Boeo che fa parte del Parco archeologico Lilibeo.

Ho pensato di scriverVi questa mia terza lettera nell’imminenza della festa della Natività di san Giovanni Battista perché la sua testimonianza ed i suoi “appelli” mi sembrano ancora attuali e decisivi. Il grande profeta Giovanni è compatrono di Marsala assieme a Maria Santissima della Cava. Giovanni è una figura austera e, in un certo senso, violenta. Ha un messaggio ancora attuale da annunciare a tutti: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”. Capisco che per diversi marsalesi avere dei santi patroni è insignificante o non in linea con i propri riferimenti ed orientamenti di vita. Confrontarsi e dialogare positivamente, a mio parere, non è mai tempo perso.

Gli “appelli” di Giovanni Battista a noi marsalesi mi sembrano i seguenti:

1) Ritornate a Dio Padre con cuore aperto e sincero

Non è evidente che nella nostra città diversi, adulti e giovani, vivano senza una concreta adesione alla Presenza amorevole e misericordiosa di Dio ed ai Suoi comandamenti di vita, di pace e di giustizia?

Quante sono le persone “perbene” che affermano di essere credenti e poi rimangono piene di superbia, soddisfatti di sé, interessati quasi esclusivamente al propriopiacere e al solo perseguimento dei propri progetti?

Quanti pensano che bastano alcuni semplici riti religiosi o partecipare a qualche “processione” o pellegrinaggio/gita per sentirsi docili e obbedienti a Dio?

Quanti hanno abbandonato la Madre Chiesa per “rifugiarsi” o “approdare”in gruppi e “chiese varie” che tanto di Gesù Cristo e dei Suoi insegnamenti hanno “trascurato/cancellato”? E quelli che nel 2017 frequentano maghi, pseudoguaritori, presunte ed illusorie “cure alternative”, gruppi con idee strane e disumane (satanismo, culto degli UFO, seguaci della Paparelli, “energie e cibi particolari”)?

2) “Fate dunque un frutto degno della conversione” (Mt 3,8). Non sono accettabili individualismo ed indifferenza.

Giovanni Battista denuncia i peccati sociali di avarizia, di ingiustizia, di violenza, di lussuria, di religiosità superficiale ed individualista, e grida alle folle: “Fate dunque un frutto degno della conversione”: dar da mangiare a chi ha fame, vestire gli ignudi, non rubare, non fare violenza, non sfruttare, non estorcere... Ma purtroppo questi peccati sociali, anche nella nostra comunità civile ed ecclesiale, hanno una degradazione più disumana: l’indifferenza. Essa è la principale “malattia” della nostra società, caratterizzata sempre più da uno sfrenato individualismo, in cui ognuno pensa di bastare a se stesso e di non aver bisogno dell’altro. L’indifferente fa tutto per convenienza e con freddezza. Nella nostra Marsala ho notato con dispiacere meno solidarietà e meno partecipazione alle iniziative socio-culturali. Perché questa chiusura nel privato o nel piccolo gruppo/compagnia? Perché non unire le forze per aiutare e per trovare soluzioni adeguate alle necessità della nostra comunità cittadina?

3)“Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe” (Lc 3,14). Non sono accettabili corruzione, racket, mentalità mafiosa, come anche approfittare del proprio ruolo sociale, politico e religioso.

Giovanni richiama apertamente tutte le categorie sociali ed istituzionali. Dal tetrarca Erode Antipa - che compie scelleratezze ed abusi - ai militari, dagli esattori delle imposte ai detentori del potere religioso. Il Profeta non manca di rispetto a nessuno, anzi cerca in tutti i modi di correggere gli altri per aiutarli a recuperare la loro dignità e la loro autentica libertà. Giovanni ci invita a non cadere nel pettegolezzo, nello sparlare, nella doppiezza, nel formalismo/spiritualismo disincarnato, nell’allontanare chi ci fa riflettere e ci sprona a migliorare. Il Battista ci fa comprendere che “nulla può esservi di più crudele di quella bontà che lascia l’altro nel suo peccato, nulla può esserci di più misericordioso del duro rimprovero che richiama il fratello dalla via del peccato” (D. Bonhoeffer).Sulla testimonianza credibile e coerente di Giovanni, siamo chiamati a rifiutare ogni atteggiamento e comportamento di disprezzo e di sfruttamento violento e perfido delle persone, di ogni persona. La nostra città ha bisogno di donne e uomini che lottano contro la mentalità (modo di pensare e di agire) mafiosa e di corruzione morale e socio-politica. Non bastano, e sono inefficaci, le lamentele, le menzogne per coprirsi e le offese verbali, peggio le violenze fisiche e le intimidazioni/minacce.

Abbiamo un grande ed esemplare Patrono, cari concittadini, prendiamo da Lui ispirazione e sostegno. Ho dei progetti solidali e delle iniziative formative ed operative da proporVi, attendo fiducioso un Vostro riscontro alla presente.

Vi ringrazio della cortese attenzione e mi auguro di vederVipresto nella chiesa di San Giovanni al Boeo.

Don Francesco Fiorino

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