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Mazara, progetto "Cammini e Percorsi" per lo sviluppo del turismo lento

Protocollo d'intesa con l'Agenzia del Demanio. La Vedetta di Capo Feto sarà trasformata in struttura di servizi turistici.
(Venerdì 30 Giugno 2017)
Mazara - “Lo sviluppo turistico è uno degli obiettivi prioritari dell’azione dell’ Amministrazione Cristaldi. Con l’Agenzia del Demanio stipuliamo un protocollo d’intesa che mira a sviluppare una branca del turismo, il cosiddetto turismo lento, rispettoso
dell’ambiente e del territorio, che interessa camminatori, cicloturisti e pellegrini. Mazara è inserita nel percorso 'ciclopedonale del Sole' che copre circa 3000 chilometri, da nord a sud e, con il protocollo stipulato, individuiamo la stazione di vedetta di Capo Feto quale immobile da valorizzare e affidare, attraverso un apposito bando che sarà pubblicato entro l’estate, ad imprenditori under 40, associazioni o cooperative che potranno realizzarvi un’attività ricettiva o di servizi funzionali al progetto del turismo lento”.

Lo ha detto l’Assessore comunale alle Politiche Comunitarie Vito Ballatore che in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale ed alla presenza del segretario generale dell’Ente Antonella Marascia ha stipulato il protocollo d’intesa con la Direzione regionale Sviluppo Servizi dell’Agenzia del Demanio, rappresentata da Marco Palazzotto e Silvia Noto, per l’adesione del Comune di Mazara del Vallo al progetto “CAMMINI E PERCORSI”, che vede partners il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ed il Ministero del Turismo, con la collaborazione del Touring Club.

Il progetto mira alla riqualificazione ed al riuso di immobili pubblici situati lungo i percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi.

Per Mazara del Vallo l’immobile individuato è la Stazione di Vedetta di Capo Feto, un immobile costituito da una struttura principale, tre edifici destinati a magazzino e un fabbricato di proprietà dell’Agenzia del Demanio. Lì potrà sorgere una struttura ricettiva o una struttura che eroga servizi turistici. I soggetti che potranno valorizzare la struttura ed ottenere la concessione saranno individuati attraverso un apposito bando. Il Comune, in base al protocollo stipulato, sovrintenderà insieme all’Agenzia del Demanio alle procedure e potrà inoltre individuare ulteriori immobili nel territorio compatibili con il progetto.

Sono circa 25 mila le manifestazioni di interesse espresse attraverso questionari online dell’Agenzia del Demanio per suggerimenti e proposte di riuso per i 103 immobili pubblici protagonisti del progetto, tra i quali la Stazione di Vedetta di Capo Feto.

I risultati del questionario saranno resi noti in un incontro che si terrà prossimamente nella sede del Touring Club a Milano.

Per ulteriori informazioni http://www.agenziademanio.it/opencms/it/notizia/Cammini-e-Percorsi-quasi-25-mila-partecipanti-alla-consultazione-pubblica/

[Fonte comunicato: Comune di Mazara - Ettore Bruno]

25 commenti:

  1. Ma stiamo scherzando? Ma siamo caduti nella barbarie più assoluta? Nelle Università di tutto il mondo si conosce Mazara del Vallo e Capo Feto per l'Hoplia attilioi endemismo puntiforme. Questo progetto è demenziale. Soltanto questa amministrazione comunale baffoniana poteva proporre una atrocità simile. Subito mobilitazione generale!

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  2. Non si capisce quale fastidio possa arrecare questo progetto alla Hoplia attilioi. Natura ed attività umane possono benissimo coesistere. Come allo stagnone di Marsala, riserva per l'avifauna che ospita una vera industria del Kate surf. P.S. capo feto NON è riserva.

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  3. Ho davanti a me il decreto di istituzione di Capo Feto come zona Ramsar ( D. Mi.Amb. 28.6.2011). Non cita affatto l'Hoplia Attiloi tra le specie da tutelare a Capo Feto. Anzi, non cita affatto la classe degli insetti in toto. E nemmeno quella dei pesci. Solo rettili, uccelli e mammiferi ( una specie di pipistrello, se v'interessa ).

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  4. Mettere l'economia al servizio dell'ecologia. Conoscere e non salvaguardare l'ignoranza servendosi di cavilli legali. Che l'Anonimo abbi il coraggio di firmarsi. Non rispondo ai vigliacchi.

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  5. Quando si cita un Decreto, l'unica firma che conta è quella in calce allo stesso: eccola qui Stefania Prestigiacomo Ministro pro tempore. Si tratta di una norma che vale per tutti. Quindi anche per lei dr. Castelli. Non serve a niente definirla 'cavillo'. Apprezzabile comunque, data l'occasione,la citazione Fantozziana.

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  6. Gli anonimi non godono della mia simpatia. Come sa io mi chiamo Davide Castelli ed ho coraggio da vendere. Ci mobiliteremo in massa per bloccare questa turpe iniziativa. Le specie viventi vengono prima delle norme.

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  7. Ed io non vedo di buon occhio chi personalizza la qualunque. Lei può firmarsi ed ostentare le sue generalità quanto vuole, ma ciò non toglie che l'iniziativa che si commenta rimarrà conforme alle disposizioni e 'turpe' esclusivamente nel suo personale convincimento. Ed io preferire di rimanere anonimo senza che questo cambi lo stato delle cose: e cioè che, tra tutte le specie viventi, una si è evoluta ad un punto tale da stabilire norme sia per la sua specie che per le altre.

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  8. L'anonimo è uomo sospetto che in questo caso dimostra, comunque,di disprezzare il "patrimonio naturale" e di non conoscere le leggi che lo tutelano. Provi l'anonimo a ventilare l'ipotesi di mettere tavoli per giocare a carte o, per esempio, bigliardi in un museo d'arte e vedremo quanti fischi (per dirla pulita)riceverà. Non v'è dubbio che il patrimonio naturale (molto più antico e significativo)meriti più rispetto del patrimonio storico-artistico (senza nulla togliere). Solo gli anonimi e gli ignoranti possono pensarla diversamente

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  9. Nel commento precedente ho dimenticato di scrivere che anche taluni dipendenti pubblici possono mostrare indifferenza per lo stato di precarietà in cui versa il ns. patrimonio naturale, riserva naturale dello "Zingaro" (fiore all'occhiello delle riserve regionali)compresa, divorata tutti gli anni dai roghi. Per capirlo basta leggere la risposta, pubblicata su tele8tv del 13 c. m., dell' Ispettore alle riserve naturali dell'ex Provincia ad un cittadino che ha denunciato lo stato di degrado di Capo Feto.

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    1. Come chiunque può leggere, il "il dipendente pubblico", ossia il dr. Fiorentino, si è limitato a rispondere che mentre lo Zingaro è una riserva regolarmente istituita e gestita, Capo Feto non lo è. Chiarimento assolutamente ineccepibile. Ove il sig. Sciabica ravvisi, in queste poche parole, prove di 'indifferenza per lo stato di precarietà in cui versa il nostro patrimonio naturale, riserva naturale dello Zingaro compreso ( ai cui margini, mi sovviene, sorge un intero villaggio turistico), rimane, per il mio modesto comprendonio, un imperscrutabile mistero.

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  10. Signor Sciabica, che ne pensa del Kyte surf allo Stagnone? Lo sa che la sono nate diverse scuole? Scali di partenza ed arrivo? Strutture ricettive e di ristoro? In un posto che, diversamente da Capo Feto, è già riserva naturale con un Regolamento molto dettagliato? Come mai non si sente alzare una voce per il rispetto di 'quel' patrimonio naturale? Non volendo assolutamente pensare che, da quelle parti, molto tempo rimanga assorbito dalla considerazione del giro d'affari prodotto da tale attività, residuandone poco per pensare ad altro, non resta che concludere che, molto più semplicemente, l'esperienza già maturata abbia dimostrato che tale attività, ancorché espletata a livello professionale, e direi, quasi industriale ( diversamente da Capo Feto, ove si mantiene a modestissime dimensioni amatoriali), non è affatto incompatibile con la conservazione del patrimonio naturale, anzi, trattandosi di disciplina ecologica, praticata da soggetti particolarmente votati ad uno stile di vita in simbiosi con la natura, favorisce una fruizione dei luoghi assolutamente in linea con le esigenze di tutela. Sul fatto che il patrimonio naturale meriti maggior rispetto di quello storico artistico, lei può girare la sua dura e pesante critica direttamente al legislatore, che, diversamente da quanto da Lei ritenuto, ( a proposito di conoscenza delle leggi in materia) ne disciplina la tutela nello stesso provvedimento: il D.L.vo n° 42 del 2004, rubricato, per l'appunto "Codice dei beni culturali e del paesaggio" Paesaggio inteso, ovviamente, come 'parte del territorio i cui caratteri distintivi derivano ( prima di tutto )dalla natura'. P.S. : il legislatore è anonimo per definizione. P.P.S.: posso chiederle da quanto tempo non entra in museo? A me è capitato, all'estero di notare aree destinate allo svago ed all'intrattenimento in ambiti museali. Sarà che all'estero la logica della 'boccia di vetro' è già superata da anni.

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  11. A proposito del kite surf praticato allo Stagnone è meglio che l'anonimo Terminetor rivolga direttamente la sua domanda all'Ispettore delle riserve naturali, tra le quali quella dello Stagnone, dell'ex Provincia. Tra pubblici dipendenti che avranno lo stesso modo di vedere potrebbero comprendersi meglio. Da parte mia ho, comunque, già segnalato a chi di competenza il grande impatto del Kite surf nella riserva naturale dello Stagnone. Ne hanno preso atto, qualche funzionario regionale è arrivato a dire che è scandaloso, ma non è stato fatto niente. Visto che il patrimonio naturale più che del D.Lgs. 42/2004, gode della straordinaria protezione del D. Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente), integrato dal D.Lgs.n.4/2008, come vuole l'Art. 3/quinquies insisterò presso il Ministero dell'Ambiente affinchè intervenga. Meglio tardi che mai a meno che, come ha scritto il cittadino (tele8 dell'11), a proposito del degrado di Capo Feto (che a differenza dello Stagnone non è riserva e il kite dovrebbe essere meno scandaloso per Terminetor),non siamo "in mano ai barbari".

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    1. Sig. Sciabica, lei cita il D.Lgs. n° 4/2008. Io però l'ho pure letto. E vi ho letto che tutela, esattamente allo stesso modo, sia l'ambiente che il patrimonio culturale. Quindi non è vero che solo 'gli ignoranti e gli anonimi possono pensarla diversamente'. Anche se, ribadisco, il legislatore è anonimo per definizione. Qualcuno può anche ritenerlo ignorante, ma di certo non lei che, a proposito del D.lgs. in questione lo definisce ( a ragione secondo me )strumento di 'straordinaria protezione'. Ora, non so quale funzionario regionale abbia definito 'scandaloso' il kyte surf allo Stagnone. A me risulta solo un intervista al Tg3 in cui una responsabile della gestione, ora non ricordo chi, ma sicuramente più competente di me in materia, ne ammetteva la compatibilità. Del resto, ormai si è maturata sufficiente esperienza al riguardo, né risultano evidenze del contrario. Ribadisco, non sono più i tempi delle 'bocce di vetro'. Tornando a Capo Feto, il cittadino che ne segnalava il degrado di Capo Feto si riferiva agli accampamenti giornalieri di bagnanti che, a fine giornata, abbandonano i rifiuti invece di portarli via con sé. E non si tratta certamente dei praticanti il kyte-surf: il punto di litorale da cui prendono il mare ( perché di questo si tratta: un tratto di poche decine di metri ) è sempre quello più pulito di tutti. I 'barbari' sono ben altri e, a dispetto del significato della parola, parlano i nostri dialetti. Infierire sui civilissimi ospiti mi pare veramente iniquo.

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  12. L'anonimo è veramente ignorante in ecologia e protezione della natura, disciplina fondamentale in Scienze Naturali. Il prof Riggio lo avrebbe bocciato" violentemente" scaraventando il libretto universitario giù dalla finestra. Che in Italia manchi la cultura scientifica è risaputo, ma che si paragoni lo Stagnone con l'areale di distribuzione di un endemismo puntiforme è pura follia. L'endemismo puntiforme è un taxon esclusivo di una zona, che nel caso di Capo Feto è un areale piccolissimo. Trattasi di una specie che risale indietro nel tempo di centinaia di migliaia di anni o forse di un milione di anni fa. La Scienza non ha ancora scoperto la causa di questa speciazione estremamente localizzata ed al suo confronto, tutti i beni artistici( frutto dei capricci dell'uomo), sono pure bazzecole. Dove insiste un endemismo puntiforme è una zona santuario che non può nè deve essere percorsa nè tanto meno antropizzata. A proposito di musei e cultura naturalistica all'estero, ricordo all'anonimo pusillanime( appunto xchè anonimo) che alle Isole Canarie, regione della Spagna e quindi della Comunitá Europea, quasi il 40% del territorio è area protetta o naturalisticamente rilevante e le aree di svago ed intrattenimento sono debitamente tenute a distanza dai santuari naturalistici.

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    1. Dr. Castelli, mi dispiace per lei, ma per il nostro legislatore 'tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale' stanno esattamente sullo stesso piano. Ivi compresi tutti i beni artistici "frutto dei capricci dell'uomo" secondo la sua personalissima opinione. Lo ribadisce, da ultimo,proprio il D. lgs. n° 4 del 2008, citato sopra dal sig. Sciabica, ancorché non del tutto pertinente al tema qui trattato. Ora, sorvolando sul diritto e tornando alle Scienze naturali, mi permette una domanda che mi frulla in testa da un po'? Proprio non saprei a chi altri rivolgerla. Come mai la specie endemica che si asserisce essere presente 'in maniera puntiforme' a Capo Feto, risulta, dalla letteratura disponibile in rete, essere stata cercata solo a Capo Feto? Soprattutto in considerazione del fatto che la sua presenza altrove non è affatto esclusa?

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  13. La specie in oggetto é stata cercata anche altrove, in zone limitrofe e distanti. Inspiegabilmente é del tutto assente tranne in uno stretto areale intorno al faro. Se l'avessero avuto in Svezia o in Inghilterra, questa specie sarebbe diventata un vero e proprio oggetto di culto.

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    1. Attorno al faro? Proprio l'unico sito storicamente antropizzato di Capo Feto? Allora è evidente che a questa specie si giova la presenza umana.

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  14. Anonimo Terminetor, Lei dimostra di non conoscere il sito di Capo Feto dal quale si lanciano i praticanti di Kite surf. Proprio lungo quel tratto di litorale, per effetto delle correnti, il fogliame spiaggiato di Posidonia oceanica forma delle piccole ma straordinarie lagune che sono habitat prediletto per gli uccelli di ripa, molti dei quali protetti e spesso strapagati dallo Stato e dall'Ue che vorrebbero garantire un soddisfacente stato di conservazione. Là ci sono, purtroppo, i praticanti di Kit surf e non c'è altro (neanche bagnanti). Domani, domenica, si faccia una passeggiata, vada a verificare quanto ho scritto, se poi è persona davvero civile sediamoci attorno ad un tavolo, organizzato possibilmente dal Comandante della Capitaneria che vigila sul posto, e VALUTIAMO se nell'area del faro deve stazionare la fauna, l'avifauna in particolare, o i praticanti di Kite surf.

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    1. Sig.Sciabica poteri risponderle che vado spesso a capo feto e vedo sempre aironi, fratini e cavalieri d'Italia posarsi sui pantani recuperati con gli ingenti fondi europei e non tra le effimere pozzanghere di posidonia come dice lei. Ma preferisco risponderle che fino a quando non registrero' sue pubbliche prese di posizioni sulla problematica del Kyte allo Stagnone, dove, diversamente da Capo feto, si può discutere dell'applicazione del regolamento, non mi prenderò nemmeno il disturbo di leggerla a proposito di capo feto

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  15. Da quel che vedo mi sembra, invece, che il sig. Anonimo mi segua e mi legga molto "a proposito di Capo Feto". Per questo, se dovesse rendersi più visibile potrei fargli dono, in agosto, dell'ultima mia pubblicazione scientifica su Capo Feto (Naturalista Siciliano a cura dell'Istituto di Zoologia UNIPA)in cui, per la prima volta, nonostante il dregrado, si è registrata un'altra importante nidificazione. Nulla a che dividere con quella più comune del Gheppio che, proprio quest'anno,ha nidificato nella Stazione d'Avvistamento (limitrofa al faro)che si vorrebbe affidare a privati, probabilmente in vista di grandi "schiticchiate" (tele8 dell'11/7/2017) non solo domenicali. Circa le mie proteste e quelle dell'ex Segretario della CISL di Marsala sul Kite surf allo Stagnone, il sig. Anonimo potrebbe chiedere raggiagli all'Ispettore alle riserve dell'ex Provincia.

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  16. E va bene la leggo. Ed ora leggo che la pratica del Kyte surf non ha impedito la nidificazione di un'altra specie a Capo feto. Sarà per questo che non lo proibiscono nemmeno allo Stagnone di Marsala.

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  17. Un vecchio adagio vuole che "una rondine non faccia primavera" per cui la nidificazione del commento precedente rappresenta un evento eccezionale, ma dimostra anche lo stato di abbandono e degrado del sito. In assenza di disturbo, infatti, le nidificazioni potrebbero rendersi regolari nel corso degli anni, con un maggior numero di coppie.

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  18. Ma quali opinioni! Anni e anni di ricerca sul campo. Allora Castelli (Davide)ha ragione, da vendere.

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  19. Sig. Sciabica che lei abbia osservato una specie da lei mai avvistata in precedenza, e questo in presenza di elementi che, a suo parere, rappresentano un disturbo, è un fatto. Che in assenza di quelli che solo lei ritiene essere 'elementi di disturbo' potrebbero avvistarsi altri esemplari è solo un'opinione. Alla luce dei fatti da lei appena osservati, alquanto opinabile. Del resto anche lei ha usato il condizionale, gliene do volentieri atto.

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