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Via libera allo sversamento dei fanghi al porto di Mazara

(Domenica 24 Settembre 2017)
Mazara - Lo sversamento dei fanghi nella colmata B del porto di Mazara, si può fare ma ci sono delle prescrizioni da rispettare e alle quali dovrà attenersi il comune.

Il dirigente generale dell’assessorato territorio e ambiente della regione siciliana, dottoressa Rosaria Barresi, ha parzialmente modificato il provvedimento del 24 novembre 2016, che aveva vietato il deposito dei fanghi nella colmata B, consentendo ora di depositare all’interno della stessa, i sedimenti derivati dall'intervento di dragaggio del porto che rientrino nelle classe A 1 e A2. Si tratta di sedimenti sabbiosi che risiedono nei fondali del porto canale ma non in grande quantità mentre permane il divieto per quanto riguarda i sedimenti delle categorie B1, B2, C1 e C2 perché, secondo la relazione del Cnr, sarebbero inquinanti o parzialmente tali. Secondo alcuni esperti questi sedimenti, per finire in colmata, dovrebbero essere «lavati», cioè purificati da tutti gli elementi inquinanti, operazione che si può realizzare in una struttura ad hoc che in Sicilia ci sarebbe solo a Palermo. “ Tale modifica è, tuttavia, subordinata – si legge nel provvedimento – al pieno rispetto delle mitigazioni fatte proprie nel provvedimento dei Comune di Mazara dei Vallo e, in particolare si dovrà procedere prima dell’inizio dei lavori alla realizzazione delle opere di delimitazione dell’area umida, trasmettendo a questo Dipartimento, all’Ispettorato delle Foreste di Trapani e all’ARPA di Trapani apposita cartografia, nella quale dovrà essere riportata la recinzione realizzata, accompagnata da apposita documentazione fotografica”. Il comune, quindi, dovrebbe realizzare la recinsione dell’intera colmata che misura circa 120 mila metri quadri con un costo notevole, forse superiore a 500 mila euro. Altra prescrizione riguarda il periodo destinato all’attivazione degli interventi di mitigazione che non potrà interessare le aree della “laguna per l’intero periodo di nidificazione delie specie ornitiche “che richiedono un regime rigoroso di tutela” e che vengono indicate nell’allegato I della Direttiva 2009/147/CE. I lavori, cioè nel periodo della nidificazione dovrebbero essere sospesi ed infine non potranno essere conclusi prima della completa attuazione degli interventi mitigativi che dovranno essere certificati dal Comune di Mazara del Vallo che avrà, inoltre, il compito di vigilare sul loro andamento relazionando trimestralmente al Dipartimento territorio e ambiente. La Barresi, con questo ulteriore provvedimento, ha preso atto ed approvato quanto svolto dal Commissario delegato, ingegnere Foti che con istanza del 6 aprile scorso, ha ritenuto di richiedere al comune di Mazara del Vallo, una valutazione d’incidenza ambientale, previa presentazione di uno studio d’Incidenza redatto da un tecnico qualificato. Sulla base di questo studio, la Commissione Consultiva per la valutazione d’incidenza ambientale, organo tecnico del Comune di Mazara, ha espresso una valutazione positiva del progetto relativo ai lavori di ripristino dei fondali facendo, comunque, proprie le mitigazioni previste nello stesso studio, trasmesso in seguito nell’ufficio della Barresi che ne ha preso atto. Il comune, quindi, prima che inizino i lavori del dragaggio, secondo le prescrizioni menzionate, dovrebbe recintare l’intera area e successivamente, quando i lavori inizieranno, questi dovranno essere interrotti per “l’intero periodo di nidificazione delle specie ornitiche che richiedono un regime rigoroso di tutela”. Sulle prescrizioni il comune di Mazara ancora non ha preso nessuna decisone. “La prossima settimana afferma l’assessore ai lavori pubblici, Silvano Bonanno – avrò un incontro con il progettista, l’ingegnere Calogero Tallo del Genio civile opere marittime – per esaminare a fondo il problema. Analizzeremo attentamente le prescrizione e vedremo il da farsi. Allo stato attuale non posso aggiungere altro”.

[Fonte: gds.it - Salvatore Giacalone]

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