(Lunedì 1 Maggio 2017)
La Festa dei Lavoratori, che tradizionalmente festeggiamo il giorno 1 Maggio, ha origini storiche.
In realtà è una festa a chiara connotazione politica.
Si dice che la Festa del Lavoratori sia nata ufficialmente a Parigi, il 20 Luglio del 1889: l’idea di una giornata celebrativa del lavoro venne lanciata durante il congresso della Seconda Internazionale, in quei giorni riunito nella capitale francese.
Durante il congresso, fu indetta una grande manifestazione per chiedere alle autorità pubbliche di ridurre la giornata lavorativa a otto ore, perchè, all’epoca, se ne facevano molte di più, per esempio dodici o c’era chi faceva addirittura 16 ore, con una fatica enorme, spesso massacrante, da parte di chi lavorava.
Come scrivevamo più su, la Festa dei Lavoratori ha una ragione politica, perchè ad essa si è arrivati dopo varie lotte da parte del movimento operaio socialista.
Andando ad indagare ulteriormente sulle origini di questa festività, essa affonda le sue radici ancora prima, nel 1866, e in un altro luogo, gli Stati Uniti, dove le agitazioni per ottenere le famose 8 ore cominciarono già allora, con la nascita della “National Labor Union”.
Dunque, la prima volta effettiva della Festa dei Lavoratori è stata il 1 Maggio del 1867, quando appunto negli Usa diventava operativa, nello stato dell’Illinois, la legge che sanciva la giornata lavorativa di 8 ore; molti padroni di fabbriche non volevano rispettarla, e così per le vie di Chigago, quel giorno, sfilò un corteo di 10 mila operai, moltissimi immigrati tedeschi, che non andarono quel giorno a lavorare, facendo di fatto uno sciopero generale.
La protesta durò ben tre giorni e culmino, il 4 Maggio, con una battaglia, quella di Haymarket, nella quale morirono 11 persone.
A partire dagli Stati Uniti, il movimento operaio e il desiderio di far valere i propri diritti come lavoratori superò i confini della nazione, e arrivò anche in Europa.
Da quell’anno ogni giornata del 1 Maggio, era il simbolo della protesta operaia di massa per far valere le proprie ragioni, in moltissimi stati.
In Italia, per esempio, il 1 Maggio del 1891, durante la manifestazione svoltasi a Roma capitale, si assistì a ribellioni, anche armate, con feriti, morti, e molta gente che fu arrestata.
Dal 1892 in poi, sempre la Seconda Internazionale rende stabile la celebrazione del 1 Maggio come Festa dei Lavoratori.
Oggi il 1 Maggio viene festeggiato come Festa dei Lavoratori in moltissimi paesi del mondo: i principali sono i paesi “socialisti” come Cuba, Russia, Cina, ma questa festa tuttora viene riconosciuta in Messico, Brasile, Turchia e nei paesi dell’Unione Europea.
Strano a dirsi, ma oggi, negli Usa, da dove partì la mobilitazione operaia, questa festività non viene celebrata.
Tornando all’Italia nello specifico, il 1 Maggio venne abolito come festività nell’anno 1923, dal regime fascista, e andò a confluire nel Natale di Roma, il 21 Aprile, giorno in cui si celebrava la fondazione della Città Eterna nel lontano 753 a.C.
Poi, nel 1947, una volta finito il regime, la Festa dei Lavoratori è stata ripristinata ed è diventata ufficialmente una festa nazionale per tutti i cittadini italiani.
Pensate, infine, che dopo tutti questi anni, purtroppo, ci sono ancora molti paesi del mondo dove chi lavora viene sfruttato, sottopagato, e maltrattato.
[Fonte: amalfinotizie.it]