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Mazara, legittimi gli avvisi TIA 2012 e pregressi

(Lunedì 19 Febbraio 2018) VIDEO
Mazara - Con riferimento agli avvisi di accertamento Tia (tariffa d’igiene ambientale) relativi agli anni 2012 e pregressi, l’Amministrazione Comunale ribadisce ai contribuenti che tali avvisi sono pienamente legittimi e dichiara che non è intervenuta nessuna decadenza o prescrizione avendo rispettato i termini previsti dalla legge.

“Gli avvisi di accertamento sono pienamente legittimi - sottolineano il dirigente del II Settore comunale Maria Stella Marino ed il responsabile dell’Ufficio Aro Vito Di Giovanni – in quanto il Comune ha perfezionato la notifica al momento della consegna entro i termini di prescrizione alle Poste dei plichi contenenti gli avvisi di accertamento, per come chiarito da consolidata giurisprudenza (Corte di Cassazione) e dalla stessa Commissione tributaria provinciale".

L’Amministrazione Comunale, pertanto, rivolge un invito agli utenti morosi a mettersi in regola con i pagamenti e ad evitare “inutili spese per ricorsi e contenziosi “ che aggraverebbero gli oneri tributari dovuti.

Pagare tutti per pagare meno: questo l’obiettivo dell’Amministrazione che, con il piano economico finanziario 2018, ha ulteriormente ridotto del 22% le tariffe per le utenze domestiche e del 26% le tariffe per le utenze non domestiche. Una riduzione frutto di tre fattori: 1)avvio del nuovo servizio quinquennale rifiuti, a seguito della gara Urega; 2) previsione di netto aumento della raccolta differenziata sia per gli effetti del nuovo servizio porta a porta che per l’imminente entrata in funzione del vaglio rotante mobile, che permetterà la separazione dei rifiuti, durante la fase di raccolta, in sottovaglio umido e sopravaglio secco; 3) lotta all’evasione e all’elusione.

[Fonte comunicato: Comune di Mazara - Ettore Bruno]

1 commento:

  1. Non è esattamente così. Ve lo dico io come funziona. Il Comune manda degli avvisi, legittimi, in cui fa riferimento a preavvisi che, però, non può dimostrare di aver mandato, perché dichiara che sono stati inviati con posta ordinaria. E questo contrasta con lo Statuto del contribuente, una legge del 2000, che prescrive, per ogni avviso, la notifica di legge. Il problema non è tanto l'importo della tassa, ma le more che il Comune carica per il mancato rispetto dei termini di un preavviso che il Comune non può dimostrare siano mai giunti a destinazione. Vero è che è possibile chiedere la rettifica in autotutela ma è anche vero che, per quanto mi risulta, il Comune le respinge sistematicamente. Nel frattempo, però, scadono i termini per proporre ricorso alla Commissione tributaria. Il mio consiglio è di adire immediatamente la Commissione Tributaria, sempre che si tratti di somme che ne giustifichino il costo. A meno di non volerne fare una questione di principio.

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