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Mazara, dopo 38 anni dal terremoto. Risarciti i cittadini che subirono dei danni

Il 7 giugno 1981 un sisma magnitudo 4.1 si registro in città.
(Mercoledì 13 Giugno 2018)
Dopo 38 anni la ferita della ricostruzione, a causa del terremoto di Mazara del 7 giugno 1981, un sisma di magnitudo 4. 1 registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica, che fortunatamente, non provocò morti, si è chiusa definitivamente anche se ancora manca la copertura finanziaria per 12 pratiche, valutata circa un milione di euro.

La commissione preposta rimane, comunque, in carica, perché non mancano le richieste di pareri su taluni adempimenti. I danni al patrimonio edilizio furono consistenti: almeno il 60% degli edifici risultarono lesionati, circa 1.300 immobili da demolire a causa della grave compromissione delle strutture. Dati forniti alla Camera dei Deputati, durante la seduta del 23 settembre del 1981 dal deputato nazionale mazarese del Pci Giuseppe Pernice. Furono migliaia le pratiche da esaminare. Nel silenzio delle strade secondarie gli studi tecnici e professionali, geometri e notai, architetti e commercialisti, sembravano alveari, imprese edilizie impegnate giorno e notte, sorge Mazara 2, così’ chiamata dal sindaco del tempo, Nicolò Vella, con finanziamento di 20 miliardi delle vecchie lire per costruire 367 alloggi.

Arriva a Mazara un fiume di denaro, il lavoro non manca. Oggi, a 38 anni di distanza, la commissione comunale preposta al controllo delle richieste per la ricostruzione totale o parziale dell’immobile distrutto o lesionato, ha terminato il suo lavoro, anche le 50 pratiche che avevano bisogno di integrazioni di varia natura, sono state completate con delle somme (384 mila euro) recuperate da contributi assegnati anni fa e non spesi dai proprietari degli immobili che non hanno completato la ricostruzione. Il lavoro della “Commissione Terremoto” presieduta dall’ingegnere Matteo Pecunia, nominato dal Sindaco Nicola Cristaldi, con determina n. 53/2015, è stato lungo e certosino. Sono state chiuse le ultime 12 pratiche ma che non trovano copertura finanziaria. “Ho avuto dei contatti con la protezione civile – dice Matteo Pecunia – che dovrebbe intervenire con il finanziamento ma sembra che perda tempo. Bisogna sollecitarla con l’intervento, magari, dell’assessorato regionale competente. Queste pratiche dovranno trovare una risposta”. Sono state archiviate, invece, ben 268 pratiche, di cui 152 per scadenza di termini malgrado i diversi solleciti fatti al proprietario dell’immobile o per mancanza di documenti obbligatori. Le altre 116 richieste di contributo, invece, sono state archiviate perché oggetto di revoca del contributo perché non utilizzato, malgrado, anche in questo caso, i proprietari degli immobili fossero stato sollecitati alla ristrutturazione dell’immobile secondo il progetto presentato. Per queste 268 pratiche complessive non ci sarà più nulla da fare perché lo prevede la legge 536/81 che è stata fatta ad hoc per il terremoto di Mazara e dei paesi limitrofi. La Commissione è stata rinnovata tre anni fa, sia con la nomina del Presidente Pecunia che con la designazione, da parte del consiglio comunale, dei consiglieri comunali (Andrea Burzotta e Vito Foderà) e dei tecnici facenti parte della Commissione (Roberto Gallo, Giovanni Lamia, Giuseppe Gaetano Tumbarello e Lorenzo Caronia, per l’esame delle perizie tecniche Legge n° 536/81 e successive modifiche ed integrazioni. Completano la commissione i rappresentanti indicati dal Genio Civile di Trapani (geometra Francesco Ferreri), dalla Soprintendenza ai Beni Culturali (architetto Giovanni Tranchida) e dal responsabile dell’ufficio igiene pubblica (dottor Pietro Valdemone quale eventuale sostituto).

[Fonte: Giornale di Sicilia - Salvatore Giacalone]

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