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Nomine in sanità, decadono dieci commissari di Asp e ospedali siciliani

(Venerdì 10 Agosto 2018)
Hanno cinque giorni per presentare le loro controduzioni, ma ormai per dieci commissari di Asp e ospedali scelti dal governo Crocetta alla vigilia delle scorse regionali la strada è segnata. Entro qualche settimana si concluderà l'iter di decadenza dall'incarico, per effetto della sentenza della Corte costituzionale che li ha dichiarati tutti "illegittimi".

Si tratta di dieci manager il cui mandato è stato prorogato da Crocetta qualche mese prima del ritorno alle urne. Nomine fatte in fretta e furia, senza attingere all'albo regionale degli idonei che in quella fase era in aggiornamento. Ed è proprio questa una delle motivazioni che hanno portato i giudici costituzionalisti a cassare quella manovra dell'ultima ora.


Ad avere ricevuto la lettera che informa dell'avvio dell'iter della procedura di decadenza sono stati Giovanni Bavetta (Asp Trapani), Fabrizio De Nicola (Policlinico Palermo), Gervasio Venuti (Asp Agrigento), Antonio Candela (Asp Palermo), Giovanni Migliore (Arnas Civico), Maurizio Aricò (Villa Soia-Cervello), Gaetano Sirna (Asp Messina), Salvatore Ficarra (Asp Ragusa), Michele Vullo (Policlinico Messina) e Giorgio Santonocito (Ospedale Garibaldi).

Ma la loro potrebbe essere una decadenza solo formale: "L'orientamento - spiega l'assessore alla Salute Ruggero Razza - è quello di rinominarli tutti in blocco dopo Ferragosto. Le procedure di selezione dei nuovi manager attraverso l'apposita commissione istituita presso l'assessorato sono ormai in fase avanzata e non avrebbe senso mettere alla guida delle aziende nuove persone per un mese. Bisogna assicurare la continuità specie quando si ha a che fare con aziende che si occupano della salute delle persone". L'unico che potrebbe andare via subito è Giovanni Migliore, scelto dal governatore della Regione Puglia Michele Emiliano per guidare il Policlinico di Bari, ma la sua nomina deve ancora essere perfezionata e ancora non c'è una data presunta per l'insediamento.

A rischio, però, c'è anche la legittimità degli atti firmati dai commissari "fuori legge". Secondo l'assessorato, tutti gli atti, bandi di concorso compresei, antecedenti la sentenza datata 22 maggio e da poco pubblicata in gazzetta ufficiale sono legittimi. Gli altri, invece, no e rischiano di essere impugnati. Ma secondo l'interpretazione di piazza Ottavio Ziino sono "sanabili": i commissari, una volta rinominati secondo una procedura legittima dal governo Musumeci, dovranno ratificare tutto ciò che hanno firmato dopo la sentenza.

[Fonte: repubblica.it - GIUSI SPICA]

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