La mazza attualmente conservata risale al 1603 e fu realizzata in argento sbalzato, cesellato e inciso, con un’elegante altezza di 77,5 cm. Essa sostituì una precedente versione in stagno, considerata all’epoca inadeguata per rappresentare il prestigio e la dignità della città, che nella sua diocesi detiene l’onorifico titolo di “inclita urbs”.
Emblema della sovranità municipale e dell’autonomia amministrativa, la mazza veniva portata durante cerimonie ufficiali e momenti solenni, affermando visivamente il ruolo centrale dei giurati nella governance locale. L’adozione dell’argento, metallo più nobile e durevole, fu non solo un gesto di elevazione estetica, ma anche un chiaro messaggio di autorevolezza e rispetto verso le istituzioni civiche.
Oggi, la presenza della Mazza dei Giurati nell’Archivio Storico rappresenta una preziosa opportunità per cittadini, studiosi e turisti di entrare in contatto diretto con un simbolo tangibile del passato mazarese, testimone della sua lunga e articolata vicenda istituzionale. Un oggetto che, pur silenzioso, racconta molto: del potere, della memoria e della profonda identità di una città che affonda le sue radici nella storia.