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Mazara. A.P.I.: "NON SIAMO CAINO MA ABELE!"

E se invece di essere inutilmente spaventati fossimo tutti quanti orgogliosi di ospitare un repart covid nel nostro ospedale di Mazara del vallo?

Perchè ostinarsi a pensare che altri abbiano voluto scaricare su Mazara e sui Mazaresi un potenziale pericolo preservando i loro territori e non pensare invece che siamo i “prescelti” e non solo perchè abbiamo un ospedale all’avanguardia, con ottime professionalità, e che verrà ulteriormente potenziato per affrontare, nel caso ce ne fosse di bisogno, una recrudescenza del maledetto virus.

I protocolli sono standard e molto rigidi e questo non puo’ che essere una ulteriore garanzia per la sicurezza della salute dei malati e dei cittadini che gioco forza e per altre patologie dovranno fare uso della struttura nosocomiale Mazarese.

Stabilire il reparto covid per la provincia di Trapani a Mazara del vallo è anche soddisfazione per ognuno di noi. Poter dire che siamo in prima linea ed aiutare con il nostro sostengo e incondizionato sì chi è nel bisogno (e ciò può accadere a chiunque di noi indistintamente, avendone anche il vantaggio di non partire per altre città in caso di ricovero), non può che renderci migliori.

Lamentarsi come se tale vicenda ci mettesse in pericolo non è serio né soprattutto vero. Dovremmo prestare attenzione al rispetto dei protocolli oramai triti e ritriti nella nostra mente, distanziamento, mascherina, detergere le mani e soprattutto evitare assembramenti. Non sempre lo facciamo, quasi mai, e il rischio è di gran lunga superiore a quello di avere in città, nel nostro ospedale, un reparto covid pensando chissà quale diffusione del virus da lì si possa generare.

Dai su siamo seri, lamentarci è il nostro sport nazionale, e il più delle volte senza neanche conoscere le reali motivazioni o solo conoscendoli superficialmente.

Domani quando tutto sarà passato diremo di come siamo stati bravi e orgogliosi per aver contribuito alla causa e ci vanteremo anche essendo questa la giusta ricompensa per aver voluto aiutare il prossimo senza condizione, senza compromessi.

In situazioni come queste non vi sono vinti né vincitori ci sono solamente quelli che hanno un cuore più grande e lo dimostrano stando in silenzio, non facendone lotta personale e tantomeno politica.
Il suggerimento, cari Mazaresi è di abbassare i toni, stiamo parlando di malattie, di dolore, di sofferenze, e la carità non può non avere la precedenza.

A.P.I. Associazione Progetto Isola “PRESENTE”