Cristo ci ha liberati per la libertà! ... State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. (Galati 5,1.13)
La categoria “libertà” da Paolo, viene declinata da diversi punti di vista: innanzitutto, in relazione a tutto ciò che la mette in crisi, “libertà da” i vari condizionamenti;
poi, in relazione a ciò a cui la libertà apre, “libertà per” vivere il servizio come forma concreta di amore a Dio e ai fratelli;
inoltre, la libertà è vista come un dono da accogliere ed è il punto di partenza per ogni vita cristiana; infine, la libertà come conquista ed è il punto di arrivo di ogni cammino ascetico, ma non si può arrivare alla conquista se non si accoglie il dono, nessuno si può liberare da se stesso.
Difficile descrivere le dinamiche della libertà; come tutte le realtà vitali, anche la libertà la si comprende a pieno solo vivendola, non se ne può parlare senza prima averne fatta esperienza concreta e non la si può spiegare a chi non l’ha in qualche modo sperimentata.
Nel pensiero comune, esistono molti equivoci sulla libertà, perché ciascuno la comprende a partire dalla propria esperienza:
Per alcuni essere liberi significa realizzare i propri desideri facendola coincidere con l’arbitrio personale o con il piacere;
per altri, la libertà coincide con la possibilità di scegliere tra molte opportunità e quindi la libertà coincide con il potere;
per altri ancora, essere liberi significa disporre a proprio piacimento tutto quello che si possiede.
L’invito di Paolo a vivere nella libertà si fonda sul dato di fatto di essere stati liberati da Cristo e non su altro; i Galati hanno la responsabilità di vivere la loro vita dentro il contesto di libertà in cui Cristo li ha collocati; si tratta di restare saldi nel dono ricevuto, maturandolo dentro il crogiuolo delle prove della vita.
La libertà per Paolo è la realizzazione del piano divino, il pieno compimento della promessa fatta ad Abramo; la libertà riscatta dalla schiavitù e fa eredi di tutto ciò che il Padre ha: il suo Spirito.
La libertà di cui parla Paolo è quella di accettare di essere amati e quindi di amare, di vivere la propria vita da figli e quindi da fratelli.
La libertà è il punto di arrivo della verità del Vangelo; libertà è conoscere e riconoscere che siamo figli e fratelli, resi uguali a Dio nell’amore.
Paolo dice che con Cristo siamo stati liberati dalla legge, dal peccato, dalla menzogna e dalla morte; dalla legge come tentativo assurdo di auto salvezza, dal peccato come trasgressione dalla legge, dalla menzogna come causa del peccato, dalla morte come conseguenza del peccato.
L’apostolo afferma che nessuno può rendersi libero da se stesso, ma tutti siamo stati liberati da Cristo, eravamo schiavi del peccato e Cristo ci ha liberati, più che di libertà Paolo intende parlare di liberazione.
Non è difficile, nella cultura efficientista in cui viviamo, trovare qualcuno che crede di potersi liberare da solo o di essere libero perché fa ciò che gli aggrada, ma questa è un’illusione che apre la strada alla delusione.
Buona festa della liberazione
Don Giuseppe Alcamo