«È sotto gli occhi di tutti che la viticoltura trapanese (e non solo) stia attraversando una gravissima crisi. La pandemia prima e la guerra in Ucraina dopo hanno contributo a causare una riduzione dei consumi di vino a livello globale, con la conseguente giacenza di vino invenduto che molte cantine registrano. Tutto ciò implica serie difficoltà a pagare i produttori per mancanza di liquidità. Come se non bastasse, le condizioni meteorologiche avverse hanno acuito la situazione di crisi: le forti e anomale piogge di maggio e giugno hanno determinato l’insorgenza di fitopatie come la peronospora e hanno impedito di intervenire tempestivamente con i dovuti trattamenti per contrastare l’insorgenza dell’infezione. Inoltre, il caldo record delle ultime settimane ha comportato ulteriori e gravissimi danni da siccità su piante già compromesse e sofferenti, determinando una perdita di produzione che si ipotizza già elevatissima.
In questo contesto, è essenziale che l’amministrazione regionale agisca prontamente per sostenere gli agricoltori e le cantine sociali per preservare l’importante patrimonio agricolo e culturale della Sicilia.
Tuttavia, riteniamo che l’allocazione di soli 7 milioni di euro per affrontare una crisi così ampia e complessa sia decisamente insufficiente poiché una situazione come questa richiede misure diversificate per rispondere a problematiche diverse. Perciò, pur apprezzando gli sforzi che stanno mettendo in atto le autorità regionali per affrontare questa crisi – che rischia davvero di mettere fine ad un settore fondamentale per il nostro tessuto socio-economico come quello della viticoltura – riteniamo che sia fondamentale rivedere sia l’ammontare dei finanziamenti che la destinazione di questi al fine di adottare misure concrete ed efficaci per sostenere gli agricoltori in difficoltà.
Nello specifico, crediamo che la misura della distillazione di crisi rappresenti da sola una risposta insufficiente, circoscritta al sistema delle cantine sociali e che quindi non ha effetti diretti sui singoli agricoltori, che sopportano la pressione delle spese operative quotidiane, tra cui i costi per la manodopera e gli input agricoli. Pertanto chiediamo con forza che, oltre ai fondi stanziati per la distillazione di crisi, i vertici della Regione Sicilia intraprendano un approccio più globale per rispondere al grido disperato dei nostri agricoltori, tenendo conto di misure di sostegno economico, come quelle presentate e discusse su tutti i tavoli che ci hanno visti coinvolti, che nell’immediato possano dare sollievo ai produttori».
Il sindaco GIACOMO ANASTASI
L’assessora CATERINA MARINO