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E’ bastato qualche sapiente ritocco per farla ritornare al suo antico splendore. Mazara ritorna a vivere. Alla scoperta di una città rinata

(Domenica 8 Ottobre 2017)
Mazara - Dopo anni di degrado, è bastato qualche sapiente ritocco per farla ritornare al suo antico splendore: interventi di restauro, iniziative commerciali, ma soprattutto, un’originale forma di street art e Mazara del Vallo è diventata una forte attrattiva turistica.

Oggi è un luogo dalla magica atmosfera, dove lo splendore architettonico della Sicilia incontra il Nord Africa, creando un’unica realtà di ampio interesse socio-culturale. A un tiro di schioppo dalle coste tunisine, infatti, questa suggestiva cittadina conserva tra i vicoli della ‘casbah’ le tracce originali della dominazione araba sull’Isola.

Addentrandosi nei vicoletti del centro storico si incontra una comunità multietnica, molto bene integrata, dove si fondono due culture, ciascuna con le proprie tradizioni, costumi, usanze, abiti, arte, cucina, religioni. Lontano si sente, addirittura, il richiamo del muezzin.

Nella riqualificazione del centro storico non c’è soltanto un perché squisitamente turistico, ma qualcosa in più, che affonda le radici nella profonda sensibilità dei mazaresi.

“Riqualificare il centro storico – dice, infatti, il sindaco, Nicolò Cristaldi – non è stato solo un modo per far tornare la vita in quello che era divenuto un luogo di abbandono e di degrado per oltre trent’anni, ma è stato, soprattutto, un atto di rispetto nei confronti dei numerosi immigrati che avevano scelto di abitare nel centro storico, nonostante il degrado, occupando le case abbandonate dai mazaresi”.

Oggi il centro storico di Mazara del Vallo è un’attrattiva per turisti e visitatori che ammirano di continuo la casbah. In tanti stanno aprendo locali, negozi e bed & breakfast, aiutando la città in termini turistici ed economici. “Così – riprende il sindaco – sono contenti gli immigrati che vi abitano perché godono di servizi efficienti, sono contenti i mazaresi che sono tornati ad abitare alla casbah o che hanno trasformato le loro case in strutture ricettive”.

Il sindaco Nicolò Cristaldi ha contribuito operativamente a decorare i vicoli della città con opere di ceramica. Egli, infatti, oltre a essere primo cittadino, è anche un artista, conosciuto con lo pseudonimo di Hajito, esperto ceramista, che con le sue opere ha creato un arredo urbano gioioso e variopinto. Inoltre, ha raccolto attorno alla cittadina, una ventina di artisti provenienti da ogni parte d’Europa, affidando loro l’incarico di realizzare le ceramiche di un intero quartiere. Ha coinvolto pure artigiani europei per la lavorazione del ferro battuto.

Ampi scorci della città sono caratterizzati da quadri, anfore, maioliche e coloratissimi vasi, posti agli angoli dei vicoli, ma anche da piastrelle di ceramica che ornano i muri degli edifici e che recano scritte, poesie e disegni. Le saracinesche decorate da murales completano l’arredo urbano.

La visita del centro storico si snoda attraverso un itinerario artistico tracciato da tappe imperdibili. A rappresentarle sono, soprattutto, le numerosissime chiese. Infatti, Mazara è famosa pure come la città delle 100 chiese. Da visitare, per esempio, la Chiesa di San Francesco, una vera chicca artistica o la deliziosa chiesetta arabo-normanna di San Nicolò che domina il porto canale. E cosa dire della bellissima Basilica minore del Santissimo Salvatore?

Da non perdere la visita al fauno danzante.

La riqualificazione ha riguardato anche manufatti, da anni chiusi e non utilizzati. Il complesso monumentale Filippo Corridoni, oggi, è un complesso multiculturale con annessa la biblioteca e la galleria d’arte contemporanea Santo Vassallo; l’ex cinema Diana nella via Bagno è oggi il centro multiculturale Auditorium Mario Caruso; il complesso di San Carlo è stato trasformato in centro per minori stranieri non accompagnati e laboratorio multiculturale; l’ex carcere è stato trasformato in Civic Center; il teatro Garibaldi è stato riaperto dopo cinquant’anni; l’ex collegio dei Gesuiti di piazza Plebiscito di fronte il Museo del Satiro è un Museo civico cittadino nel quale si entra gratis ed è possibile ammirare opere che da anni giacevano negli archivi comunali.

Ma tante prospettive anche per il futuro, perché la riqualificazione a Mazara del Vallo non finisce qui. Il fiume Mazaro nel quale è ubicato il caratteristico porto canale potrà finalmente essere anch’esso riqualificato, superando gli ostacoli burocratici che si sono frapposti in questi anni.

La fusione tra le due culture rivive non solo nell’arte, ma anche nella cucina, che in molte pietanze, si propone in una duplice versione, come il cuscus: di montone nella sua versione araba e di pesce in quella siciliana.

[Fonte: inchiestasicilia.com - Patrizia Romano]

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