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Palazzo del Seminario di Mazara: tre secoli di arte, educazione e spiritualità

Sul lato nord-est di Piazza della Repubblica, a pochi passi dalla Cattedrale normanna e dal rinascimentale Palazzo Vescovile, si erge il maestoso Palazzo del Seminario, costruito nel 1710 per volontà del vescovo Bartolomeo Castelli su progetto di Gian Biagio Amico. È un colosso barocco che parla attraverso: Facciata armoniosa: due ordini sovrapposti, ciascuno con undici arcate a tutto sesto. Il portico al piano terra poggia su pilastri quadrati, mentre il loggiato superiore si regge su pilastri rettangolari, creando un equilibrio perfetto di volumi. Dettagli raffinati: coperture a crociera e balconate con balaustrate corone fitte, donano al complesso un'eleganza solenne. Un chiostro rettangolare incorniciato da 20 colonne tuscaniche, sorreggenti 16 archi a tutto sesto, crea un’aura di raccoglimento e contemplazione. È da qui che si accede all'adiacente Museo Diocesano, che ospita opere dal medioevo ai secoli successivi – tra cui il monumento Montaperto, capolavoro di Domenico Gagini. Nel corso dei secoli, il Seminario ha incarnato la formazione dei chierici: nel 1579 venne istituito da Bernardo Gascó, poi trasferito nella chiesa di Sant’Egidio fino al nuovo edificio del 1710. Chiuso dopo il terremoto del 1968, venne riaperto nel 1989 per volere di vescovo Emanuele Catarinicchia, con una nuova stagione educativa e vocazionale. Oggi è spazio vitale di dialogo e confronto: qui si svolgono convegni – e incontri interreligiosi. Il Seminario Vescovile non è solo architettura, ma vive come polo di conservazione, valorizzazione, e inclusione culturale. Tra il dialogo interreligioso, l’attenzione architettonica, la lettura per i più piccoli e l’impegno educativo, il Seminario continua a tessere un filo tra passato e futuro della comunità mazarese. Il Seminario Vescovile di Mazara è un gioiello barocco del XVIII secolo, un crocevia di fede e cultura, un museo vivente e spazio di aggregazione civile. Custodisce opere d’arte, libri antichi e storie antiche, e rinnova la sua missione oggi come luogo di incontro, memoria e speranza.

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