Come molte architetture ecclesiastiche dell’Ottocento, dopo la soppressione dell’ordine carmelitano nel 1866 la chiesa fu prima abbandonata e in seguito trasformata in magazzino. Una svolta avvenne alla fine del XX secolo con un imponente intervento di recupero: il convento divenne sede del Palazzo Comunale e la chiesa fu riconvertita in moderna aula consiliare, intitolata “31 marzo 1946” in memoria della prima elezione a suffragio universale in città. Durante i lavori è stata riportata alla luce una lapide tombale in latino, appartenente a un certo Leone Bonfiglioli, carmelitano deceduto nel 1647, oggi valorizzata nell’atrio della sala.
La trasformazione della Chiesa del Carmine in aula consiliare è eloquente: un dialogo tra sacro e istituzionale, tra memoria religiosa e funzione civica. Il recupero architettonico ha preservato elementi storici (lapidi, stucchi, arredi) valorizzandoli all’interno di uno spazio votato all’amministrazione e alla partecipazione democratica. Un progetto di rigenerazione urbana, restauro del patrimonio culturale e riuso contemporaneo che offre un modello replicabile per numerose realtà italiane.
L’ex Chiesa del Carmine resta un emblema di continuità tra passato e presente, tra il sacro e il civico. Custode dell’identità storica e rinascimentale di Mazara del Vallo.
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