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Grandi manovre in mare. Bloccato il super carico di hashish

(Giovedì 9 Agosto 2018)
La droga, 20 tonnellate di hashish, era destinata al mercato europeo dove sarebbe dovuta entrare attraverso la porta dei Balcani. Il maxi carico, però, è stato bloccato con un'operazione internazionale.

L'ordine parte la mattina del 31 luglio dal Comando operativo aeronavale di Pratica di Mare. Bisogna perquisire la nave Remus, riconducibile all'armatore italiano “Elizabete Venture Ltd” (che al momento non è coinvolto nelle indagini), partita da Las Palmas (Gran Canaria) e diretta a Tuzia (Turchia), via Alessandria (Egitto). A bordo ci sono undici membri dell'equipaggio, tutti montenegrini.

Entrano in azione i pattugliatori “Monte Sperone” e “Cinus”, supportati da un aereo Atr 42 della sezione di Catania. Il comando tattico è affidato al Gruppo aeronavale di Messina che nel pomeriggio ottiene il supporto di un elicottero partito da Birgi. Alle 19:00 la nave viene abbordata da 19 militari a largo delle coste tunisine. Un'ora dopo lo sniffer, un apparato elettronico all'avanguardia, rileva tracce di cocaina nei boccaporti di accesso alle casse di stoccaggio del gasolio. Improvvisamente si registra un'avaria al motore quando la nave è a largo di Trapani. Secondo i finanzieri, l'avaria è stata provocata nel tentativo disperato di evitare i controlli. A questo punto la nave viene rimorchiata a Palermo dove Remus giunge la sera dell'1 agosto.

A coordinare le operazioni adesso sono la Direzione distrettuale antimafia di Palermo e il Nucleo di polizia economico-finanziaria. Venti tonnellate di hashish vengono scovate dentro le cisterne, completamente ricoperte dal gasolio. Undici persone finiscono in carcere: Marko Borozan, Ugljesa Kovacevic, Vladimir Zivkovic, Srdan Matijevic, Stanko Tomicic, Ljubomir Bakocevic, Milan Kovacevic, Dragoljub Mrgudovic, Vladmir Lipovina, Bozidar Barovic,Velimir Latkovic.

Il Mar Mediterraneo si conferma piattaforma di traffici illeciti. Si ha l'impressione che ci sia la progressiva integrazione tra i traffici di armi, droga e clandestini. Si sviluppano tutti lungo la stessa rotta.

[Fonte: livesicilia.it - Riccardo Lo Verso]

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